TY  -  JOUR
AU  -  Cioffi, Pasquale
AU  -  De Vita, Francesco
AU  -  D'Ovidio, Patrizia
AU  -  Cicchini, Donato
AU  -  Petragnani, Giovanni
AU  -  Di Fabio, Caterina
AU  -  Petrelli, Fabio
AU  -  Grappasonni, Iolanda
AU  -  Maddestra, Maurizio
AU  -  Romero, Marilena
T1  -  Monitoraggio intensivo degli antipsicotici atipici nel trattamento off-label dei sintomi psicotici e comportamentali dei soggetti anziani affetti da demenza non istituzionalizzati presso i tre P.O. di Lanciano, Atessa e Casoli
PY  -  2010
Y1  -  2010-01-01
DO  -  10.1721/1091.11990
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  24
IS  -  1
SP  -  2
EP  -  10
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/1091.11990
N2  -  Gli antipsicotici di seconda generazione (atipici) vengono largamente usati per trattare manifestazioni psicotiche, stati di agitazione nei pazienti con demenza, aggressività. È noto tuttavia che il profilo sia di efficacia che di sicurezza di questi farmaci è tuttora controverso. Metodi. In adempimento alle indicazioni proposte dall'AIFA, è stato attivato un programma di monitoraggio rivolto ai pazienti ambulatoriali con diagnosi di demenza trattati con antipsicotici e seguiti dai tre presidi ospedalieri della ASL di Lanciano. Le schede AIFA compilate per singolo paziente sono state informatizzate, ottenendo un data-base relativo a 298 pazienti, nel<BR>periodo luglio 2007-dicembre 2008. <BR><BR>Risultati. Si tratta di una popolazione a prevalenza femminile (58,0%), ultra-ottantenne (età media di 81,7 anni), in cui l’Alzheimer (AD) è la forma di demenza più rappresentata (57,0%). Il farmaco più prescritto è risultato la quetiapina (82,5%) seguita dal risperidone (9,4%) ed olanzapina (5,7%). Al di là dei decessi (15,1%), il 41,6% dei pazienti trattati ha sospeso la terapia a causa, in oltre la metà dei casi, di inefficacia, eccessiva sedazione o reazione avversa grave. Il monitoraggio ha posto in evidenza una bassa compliance con le raccomandazioni AIFA per quanto riguarda la frequenza delle visite di follow-up, la non opportunità di somministrare due antipsicotici e/o benzodiazepine. La pratica, non corretta, del frazionamento delle compresse è presente nel 14,1% delle prescrizioni. Il 43,3% dei pazienti<BR>continua ad assumere gli antipsicotoci anche dopo un anno intercorso dall’inizio del trattamento, confermando un atteggiamento non coerente con gli obiettivi di controllo sintomatico. <BR><BR>Conclusioni. Un programma di monitoraggio capace di coinvolgere tutte le figure professionali (compreso il ruolo specifico del farmacista) dovrebbe essere obbligatorio e valutato in tempo reale, per permettere l'opportuna e tempestiva correzione delle pratiche improprie.<BR>
ER  -   
