TY  -  JOUR
AU  -  Marra, Anna
AU  -  Carletti, Rossella
AU  -  Fedele, Daniela
AU  -  Motola, Domenico
AU  -  Poluzzi, Elisabetta
AU  -  Bin, Anna
AU  -  Scanavacca, Paola
T1  -  Approppriatezza d'impiego sui tiazolidindioni nell'Azienda Ospedaliera di Ferrara
PY  -  2010
Y1  -  2010-10-01
DO  -  10.1721/1094.12073
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  24
IS  -  4
SP  -  431
EP  -  438
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/05/07
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/1094.12073
N2  -  I tiazolidindioni (TZD), glitazoni, sono farmaci ipoglicemizzanti orali impiegati per la cura del diabete mellito di tipo II da utilizzare in seconda linea terapeutica, ma il cui profilo di beneficio/rischio è stato oggetto di recenti rivalutazioni. Per tale motivo nella Regione Emilia-Romagna è stato reintrodotto, nel marzo 2008, un piano terapeutico (PT) per la prescrizione dei glitazoni a cura dei diabetologi afferenti alle strutture abilitate alla prescrizione. Obiettivo del nostro lavoro è verificare la appropriatezza prescrittiva, l’efficacia e la sicurezza dei glitazoni attraverso l’analisi dei dati riportati sui PT. <BR><BR>Metodi. I dati presenti nei PT sono stati analizzati sulla base dei seguenti parametri: fasce di età e sesso dei pazienti, terapia antidiabetica in associazione, tipologia di specialità prescritta, valore e data di rilevazione dell’emoglobina glicata (Hb1Ac), valore di Body Mass Index (BMI), variazione del valore Hb1Ac, eventuali complicanze. <BR><BR>Risultati. Sono stati esaminati 788 PT, pervenuti al servizio di erogazione diretta (ED) da aprile 2008 a novembre 2009. Tali PT erano relativi a 448 pazienti con un’età media di 63,67± 9,10 anni. Gli uomini erano il 59%. La molecola più prescritta (78,8% delle prime prescrizioni) è stata il pioglitazone. Il 67,2% dei pazienti assumeva i glitazoni in triplice terapia di associazione con metformina e sulfanilurea. Il valore di Hb1Ac e il BMI alla prima prescrizione erano rispettivamente >7% nel 71,4% e ≥25 kg/m2 nel 79% dei pazienti. In seguito alla terapia con glitazoni, il valore di Hb1Ac è diminuito nel 23% dei pazienti (riduzione media Hb1Ac= - 1,19±DS 0,93%) ed è rimasto invariato nell’11,8%. L’89,5% dei pazienti non ha presentato complicanze in seguito al trattamento. Nei restanti pazienti sono stati invece riportati in corso di terapia: eventi cardiovascolari (2,7%), osteoporosi (0,4%), maculopatia al fundus (0,9%) e trattamento con nitrati (0,7%). Limitatamente all'insorgenza di eventi cardiovascolari, l'incidenza calcolata è stata del 3,2% e del 2,7% per, rispettivamente, rosiglitazone e pioglitazone. <BR><BR>Conclusioni. I risultati mostrano un’aderenza delle prescrizioni alle Linee Guida internazionali e alle indicazioni terapeutiche riportate nelle schede tecniche dei glitazoni. Il trattamento con glitazoni appare efficace in un quarto dei pazienti e si è dimostrato relativamente sicuro; il PT risulta essere un valido strumento per monitorare la sicurezza e l'efficacia delle terapie nel paziente diabetico.<BR>
ER  -   
