TY  -  JOUR
AU  -  Delfino, Marcello
AU  -  Benini, Angela
AU  -  Barotto, Marcella
AU  -  Castellani, Sofia
AU  -  Campi, Anna
T1  -  Interazioni tra farmaci nei pazienti cronici: strumenti e proposte <BR>per l’appropriatezza e il corretto utilizzo delle terapie<BR>nella provincia di Ferrara
PY  -  2012
Y1  -  2012-10-01
DO  -  10.1721/1213.13424
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  26
IS  -  4
SP  -  369
EP  -  379
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/1213.13424
N2  -  Introduzione. Nella pratica clinica le interazioni tra farmaci rivestono una rilevante importanza: infatti in molti casi i pazienti sono esposti a inutili rischi dovuti alla politerapia, ovvero assunzione di più farmaci noti per interagire fra di loro in modo negativo. Il fatto che molte delle interazioni tra farmaci siano note, quindi prevedibili, le può rendere evitabili. È noto che l’uso di più di cinque farmaci si verifica nel 20-40% dei pazienti ultrasessantacinquenni. La letteratura evidenzia che tali studi sono condotti prevalentemente su pazienti ospedalizzati. Proprio per quest’ultimo motivo vi è l’esigenza di studiare l’impatto delle interazioni farmacologiche nei pazienti extraospedalieri o ambulatoriali. Lo scopo dello studio condotto presso l’AUSL di Ferrara, nell’ambito dei progetti di Farmacovigilanza Attiva approvati da AIFA, è fornire uno strumento utile al Medico di Medicina Generale (MMG) per identificare i potenziali rischi dovuti ad eventuali effetti avversi derivanti dalle interazioni di terapie farmacologiche in pazienti in politerapia. Questo percorso consente al clinico di valutare ed eventualmente modificare la terapia nell’ottica dell’ottimizzazione del sistema di cura e di prevenire il danno da interazione tra farmaci nella popolazione assistita. <BR><BR>Materiali e metodi. Allo scopo di individuare i pazienti a rischio di «potenziali» interazioni farmacologiche (IF) clinicamente rilevanti (controindicate e maggiori) che possono mettere a rischio la vita del paziente, è stato eseguito il record-linkage dei dati di prescrizione relativi agli assistiti «eleggibili», estratti dalla banca dati delle prescrizioni farmaceutiche territoriali (AFT) dell’AUSL di Ferrara, comprensivi dell’Erogazione Diretta (ED) e della Distribuzione per Conto (DPC), con la banca dati delle interazioni farmacologiche fornite da Micromedex Drug-Reax® di THOMSON REUTERS. Sono stati prodotti ed inviati periodicamente ai MMG tabulati personalizzati per medico e paziente, ed aperti tavoli di confronto con i MMG nel corso di audit dedicati. <BR><BR>Risultati. Sono state rilevate tutte le potenziali IF (Anno 2011), in particolare si evidenzia che le IF  controindicate rappresentano lo 0,4%, le maggiori il 17,8%, le moderate il 77,4% e le minori il 4,4%. Dalla valutazione emerge che i farmaci con il maggior numero di potenziali interazioni sono: SSRI (escitalopram, sertralina, citalopram, paroxetina), SNRI (venlafaxina) e farmaci che intervengono nel meccanismo della coagulazione (acido acetilsalicilico, warfarin, ticlopidina, enoxaparina, clopidogrel). Rapportando le interazioni maggiormente rilevate con le DDD prescritte per singolo farmaco si osserva che molecole come amiodarone, sodio alginato/potassio bicarbonato, warfarin, clopidogrel, presentano il maggior rischio di potenziali interazioni. <BR><BR>Conclusioni. Lo studio condotto presso l’AUSL di Ferrara permette la rilevazione delle «potenziali» IF nelle prescrizioni farmaceutiche e consente al clinico, attraverso lo strumento dei tabulati personalizzati, la rivalutazione delle terapie nei pazienti a rischio. Fornisce, inoltre, un utile spunto di collaborazione fra professionisti sanitari nell’intento di migliorare la sicurezza delle terapie a tutela della salute del paziente.<BR><BR>Parole chiave: Politerapia, interazione farmacologica, reazione avversa a farmaci.<BR>
ER  -   
