TY  -  JOUR
AU  -  Malerba, Lara
AU  -  Tommasini, Ilaria
AU  -  Isidori, Alessandro
AU  -  Guiducci, Barbara
AU  -  Barulli, Sara
AU  -  Lucesole, Moira
AU  -  Loscocco, Federica
AU  -  Polenta, Giulietta
AU  -  Visani, Giuseppe
T1  -  Monitoraggio e terapia delle riattivazioni del citomegalovirus in seguito a trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche:  <BR>studio prospettico su 92 pazienti
PY  -  2012
Y1  -  2012-10-01
DO  -  10.1721/1213.13427
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  26
IS  -  4
SP  -  398
EP  -  407
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/1213.13427
N2  -  Introduzione. La riattivazione del citomegalovirus (CMV) rappresenta una delle più frequenti complicazioni del trapianto allogenico con cellule staminali. Al contrario, si hanno poche informazioni riguardo all'incidenza e all'impatto clinico della riattivazione del CMV dopo trapianto autologo con cellule staminali. <BR><BR>Metodi. In questo lavoro sono stati monitorati, per quanto riguarda la riattivazione del CMV 92 pazienti sottoposti a trapianto autologo in seguito a emopatie maligne in cui erano coinvolte le cellule di tipo B. Ventinove pazienti presentavano mieloma multiplo, 63 erano affetti da patologie linfoproliferative (linfoma di Hodking e non Hodking e leucemia linfatica cronica). Ventisette pazienti sono stati sottoposti a trapianto in quanto resistenti ai trattamenti, mentre in 65 pz è stato effettuato il trapianto come normale procedura terapeutica. Trentasei pazienti hanno ricevuto un trattamento con anticorpi monoclonale anti-CD20 (RITUXIMAB) prima del trapianto autologo. Il regime di condizionamento è stato il BEAM (BCNU 300 mg/mq die g -6, Etoposide 200 mg/mq/ dal giorno -5 al giorno -2, Aracytin 400 mg/mq/die dal giorno -5 al giorno -2, Melphalan 140 mg/mq giorno -1), per 47/92 pazienti, alte dosi di Melphalan per 28/92 pazienti e BAVC o busulfan/endoxan per i rimanenti 17 pazienti. In 66 pazienti sono state riinfuse cellule staminali raccolte da sangue periferico dopo averlo trattato con alte dosi di farmaco, mentre 26 pazienti hanno ricevuto cellule staminali midollari. La riattivazione del CMV è stata monitorata subito dopo il trapianto due volte la settimana mediante la tecnica della reazione a catena della polimerasi (PCR). <BR><BR>Risultati. 25 pazienti su 92 (27%) hanno manifestato riattivazione da CMV. La maggior parte dei pz (17/25, 68%) ha presentato riattivazione da CMV dopo 30 giorni o più dal trapianto e circa il (60%,15/25) sono avvenute nei pazienti pre-trattati con Rituximab. Nei 25 pazienti (40%) in cui si è osservata la riattivazione si evidenzia febbre, artralgia, vomito e profonda astenia. Inoltre, la riattivazione del CMV era associata a neutropenia da moderata a severa in 8/25 pazienti. Tutti i pazienti che hanno presentato riattivazione sono stati trattati con ganciclovir per via endovenosa nella dose di 7,5 mg/kg una volta la settimana per una media di 20 giorni. La terapia veniva sospesa dopo due esiti negativi dell'assay della PCR eseguiti a tre giorni di distanza l'uno dall'altro. Tutti i pazienti hanno presentato negativizzazione al PCR assay specifico per CMV dopo 12 giorni di terapia. Nel periodo di monitoraggio successivo, nessun paziente ha sviluppato la patologia ed inoltre nessuna infezione ed effetto collaterale particolare è stato osservato. <BR><BR>Conclusioni. In conclusione, la nostra esperienza chiaramente dimostra che una percentuale significativa di pazienti sottoposti ad autotrapianto autologo sviluppa la riattivazione del CMV dopo il trapianto, spesso sintomatica in cui è necessaria una terapia virale. In questo lavoro emerge chiaramente la necessità di un monitoraggio rigoroso per quanto riguarda la riattivazione del CMV, specialmente per i pazienti sottoposti ad una terapia con anticorpi monoclonali anti-CD20 prima del trapianto.<BR><BR>Parole chiave: Trapianto autologo, riattivazione del citomegalovirus, Rituximab.
ER  -   
