TY  -  JOUR
AU  -  Infante, Lucia
AU  -  Milla, Paola
AU  -  Abrate, Margherita
AU  -  Cattel, Luigi
AU  -  Ferrero, Maria Maddalena
AU  -  Grande, Elisabetta
AU  -  Grosso, Giuseppina
AU  -  Dogliani, Eleonora
AU  -  Isoardo, Alice
T1  -  L'alcol etilico nei farmaci chemioterapici antiblastici iniettabili:
valutazioni ed implicazioni pratiche
PY  -  2013
Y1  -  2013-01-01
DO  -  10.1721/1260.13926
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  31
EP  -  39
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/06/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/1260.13926
N2  -  Introduzione. L'etanolo è impiegato come eccipiente per migliorare la solubilizzazione
del principio attivo, ma può avere effetti sistemici in rapporto
alla concentrazione. Nel paziente oncologico, con compromissione generale,
sottoposto a terapie con tossicità elevata e farmaci adiuvanti, l'etanolo
potrebbe dare o esacerbare effetti tossici. In questo lavoro il problema del
contenuto di etanolo nei chemioterapici è stato considerato da diverse angolazioni:
normativo, farmacologico e farmacocinetico. Materiali e metodi.
Ci sono specifiche linee guida dell'EMA che definiscono le modalità di indicazione
sugli stampati del quantitativo di etanolo e le connesse segnalazioni
di sicurezza, ma il limite massimo di etanolo è stato stabilito solo in
campo pediatrico dall'Accademia Americana dei Pediatri. Secondo la normativa
antidoping, essendo un eccipiente, non rientra tra le sostanze vietate
e nei galenici le quantità utilizzate non sono soggette a trasmissione al
Ministero. Partendo dal contenuto alcolico nei farmaci antiblastici aggiudicati
in gara regionale e nei principali protocolli in uso, si è poi calcolata l'esposizione
all'etanolo di una persona di media corporatura (superficie corporea=
1,7 m2) nei principali protocolli, effettuando infine simulazioni e considerazioni
farmacocinetiche. Risultati. I chemioterapici-antiblastici contenenti
etanolo sono risultati: melphalan (Alkeran), carmustina (BICNU), docetaxel
(docetaxel Actavis), etoposide (Etoposide Teva), gemcitabina
(Gembin), Eribulina (Halaven), Cabazitaxel (Jevtana), fotemustina (Muphoran),
paclitaxel (Paclitaxel Actavis), temsirolimus (Torisel). Gemcitabina,
paclitaxel e docetaxel non sono esclusivi, per cui si è fatta una valutazione
del contenuto alcolico di tutti i medicinali commercializzati. Tra i protocolli
più utilizzati, espongono maggiormente all'etanolo le associazioni dei taxani
(in particolare paclitaxel) con gemcitabina in cui le quantità di alcool infuso
oscillano, a seconda dei dosaggi/m2 e delle molecole impiegate, tra 18 e
36.5 g circa. Le simulazioni farmacocinetiche mostrano che i livelli ematici
di etanolo raggiunti in donne ed anziani trattati con gli schemi che ne contengono
di più, superano la soglia di 0.5 g/l. Conclusioni. A fronte di una
normativa che non limita le quantità di etanolo utilizzabili come eccipiente, il
contenuto in alcuni chemioterapici è molto rilevante: dove ci sono le alternative
etanolo-free si è scelto di prediligerle, anche in deroga all'aggiudicazione
regionale. Le simulazioni farmacocinetiche, mostrano inoltre che il
problema può essere maggiormente rilevante in categorie fragili come le
donne e gli anziani. Oncologi e pazienti devono inoltre esserne informati
anche per meglio calibrare le scelte terapeutiche.

Parole chiave: chemioterapici,
etanolo, farmacocinetica.
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