TY  -  JOUR
AU  -  Spadaro, Francesca
AU  -  Falzone, Rosalba
AU  -  De Bastiani, Elisabetta
AU  -  Marchetti, Pierpaolo
AU  -  Roni, Riccardo
AU  -  Mattarei, Mauro
AU  -  Per il gruppo di Lavoro Progetto GIFT
T1  -  Progetto GIFT Gestione Integrata ospedale territorio del paziente affetto da scompenso cardiaco: ruolo delFarmacista Territoriale – Risultati
PY  -  2013
Y1  -  2013-04-01
DO  -  10.1721/1316.14599
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  27
IS  -  2
SP  -  66
EP  -  81
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/06/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/1316.14599
N2  -  Introduzione. Il progetto sperimentale GIFT, iniziato nel 2010 e conclusosi alla
fine del 2011, nasce e si sviluppa in una realtà territoriale della Provincia
autonoma di Trento (520000 abitanti) dove, già da alcuni anni i professionisti
ospedalieri (medici, farmacisti, infermieri, dietiste) dell'Ospedale di Rovereto e i
medici di medicina generale operanti nel Distretto sanitario della Vallagarina
(89500 abitanti) sono impegnati in un processo di gestione condivisa dei pazienti
con scompenso cardiaco (SC). Il progetto di ricerca si propone di verificare se il
coinvolgimento nel follow-up del paziente con SC del farmacista territoriale,
appositamente formato e sensibilizzato, sia in grado con il proprio intervento di
migliorare la gestione di tale patologia. Le farmacie aperte al pubblico
rappresentano i presidi sanitari più facilmente «accessibili» e la «dispensazione»
del farmaco rappresenta una preziosa occasione non solo per veicolare
informazioni e consigli sui corretti stili di vita, ma anche per migliorare l'aderenza
alle terapie. Punti di forza del progetto sono, pertanto, un'intensa attività di
counselling e di educazione del paziente e dei care-giver sulla gestione della
patologia che il farmacista territoriale effettua a rinforzo del percorso educativo
iniziato durante il ricovero ospedaliero. Materiali e metodi. 53 pazienti affetti da
SC ricoverati nel corso del 2010 presso le unità operative partecipanti (Medicina,
Cardiologia, Geriatria), sono stati suddivisi, previa acquisizione del consenso
informato, in un gruppo di intervento (GI) e uno di controllo (GC). I pazienti GI
sono seguiti dal farmacista territoriale (di riferimento/fiducia), secondo un
percorso programmato e strutturato che prevede la compilazione durante l'anno
di follow-up di una specifica griglia di monitoraggio (ogni tre mesi). Ad un mese
dal ricovero e dopo un anno ai pazienti di entrambi i gruppi vengono
somministrati due questionari validati per misurare la qualità di vita (The Kansas
city Cardiomyopathy questionnaire e Short Form Health Survey) e un
questionario per valutare il grado di educazione raggiunto. Risultati. Sono stati
inseriti nel progetto 53 pazienti (26 GI, 27 GC). Durante l'anno di follow-up non ci
sono state differenze significative nel numero medio di ricoveri tra i gruppi.
L'intervento del farmacista in un team multidisciplinare è comunque utile, anche
se non può incidere sulla prognosi e sulle re-ospedalizzazioni dei pazienti.
L'efficacia degli interventi educativi dei farmacisti è inoltre dimostrata nei confronti degli stili di vita, in particolare, nella diminuzione dell'assunzione delle bevande
alcoliche e dell'utilizzo del sale. I pazienti GI sono stati in generale più aderenti
alla terapia farmacologica cardiovascolare prescritta. In particolare, l'85% dei
pazienti GI sono stati aderenti alla terapia diuretica, mentre soltanto il 62% dei
GC (p=0,04). Anche se la percezione della qualità di vita è risultata simile tra i
due gruppi di pazienti, i pazienti appartenenti al GI, a cui è stato somministrato
un questionario di soddisfazione, hanno riconosciuto al farmacista un ruolo di
educatore e figura di riferimento soprattutto per la gestione ed il monitoraggio
della terapia farmacologica e della salute del paziente (voto medio di
soddisfazione pari a 9). I pazienti, inoltre, dichiarano che l'intervento educativo è
stato apprezzato ed esauriente. Conclusioni. Questo progetto dimostra che
quante più sono le figure professionali che in un processo terapeutico si
interfacciano con il paziente, tanto più il paziente si sente responsabilizzato nella
gestione della propria malattia. Questo progetto, inoltre, ha permesso di
delineare un percorso di evoluzione della farmacia territoriale verso il nuovo
modello di «Farmacia dei Servizi» che vede il farmacista intervenire
nell'assistenza al paziente con un ruolo sempre più rilevante, ponendo le basi
per una diversa funzione della farmacia nell'ambito della organizzazione
dell'assistenza sanitaria sul territorio.
<BR>Parole chiave: scompenso
cardiaco, educazione,
farmacisti.
ER  -   
