TY  -  JOUR
AU  -  Jommi, Claudio
AU  -  Bianco, Alessandra
AU  -  Chiumente, Marco
AU  -  Valinotti, Giulia
AU  -  Cattel, Francesco
T1  -  Il costo della distribuzione diretta dei farmaci <BR>in dieci Aziende Sanitarie piemontesi
PY  -  2015
Y1  -  2015-07-01
DO  -  10.1721/2016.21938
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  29
IS  -  3
SP  -  152
EP  -  169
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/2016.21938
N2  -  L’adozione di particolari modalità distributive dei farmaci (distribuzione diretta – DD e per conto – DPC) rappresenta una delle principali politiche del farmaco adottate a livello regionale. La scelta tra le (e di integrazione delle) diverse forme distributive si dovrebbe basare su diversi elementi, tra cui la convenienza economica ed i costi, che rappresentano una delle dimensioni da considerare nelle valutazioni comparative di tipo economico. Scopo del presente contributo è stimare i costi 2012 della DD in dieci aziende sanitarie della Regione Piemonte, aziende che rappresentano il 48% dei posti letto in regione, e simulare la differenza tra i costi della DD e quelli che le aziende sanitarie avrebbero sostenuto se gli stessi farmaci fossero stati distribuiti in DPC, sulla base dei diversi accordi stipulati nel tempo da Regione Piemonte, o in regime convenzionale. Lo studio copre un importante gap di letteratura, essendo gli studi realizzati sui costi della DD limitati e per lo più riferiti a singoli casi aziendali. La stima dei costi organizzativi della distribuzione diretta si è basata sulla raccolta sistematica di dati di contabilità analitica e di dati extra-contabili riferiti in particolare al tempo dedicato dal personale a tale attività; la valutazione dei costi dei farmaci si è basata sul prezzo (medio) di acquisto. Rispetto alla DPC e alla distribuzione in regime convenzionale è stata introdotta l’ipotesi di costi organizzativi nulli (con la sola eccezione, per la prima modalità di distribuzione, delle risorse erogate dalla Regione alla ASL capofila per la gestione del magazzino). Il costo di acquisto in DPC è stato ipotizzato pari a quello in DD, mentre il costo dei farmaci in regime convenzionale è stato stimato sulla base del prezzo al netto di sconti a carico della filiera e di compartecipazioni alla spesa. Il costo medio organizzativo per confezione dispensata in DD presenta un’alta variabilità interaziendale e risulta complessivamente pari a € 2,3 (con un valore molto variabile tra le aziende e compreso tra € 0,7 e € 11,1), valore inferiore alla tariffa richiesta per la dispensazione in regime di DPC. La simulazione dei costi ipotetici in regime di DPC a tariffe 2012 evidenzia un aggravio di costo rispetto alla DD di circa il 10% (€ 6,4 milioni). L’applicazione delle nuove tariffe di dispensazione della distribuzione in DPC nel 2013 e nel 2014 riduce il differenziale di costo, rispettivamente, a € 4,1 e a € 3,7 milioni. Qualora i farmaci a DD fossero stati distribuiti in regime convenzionale, la spesa a carico del SSN sarebbe stata di € 26 milioni superiore a quella effettivamente sostenuta. In questo caso, la principale fonte di risparmio è rappresentata dalla mancata remunerazione della distribuzione e dallo sconto ottenuto sul prezzo massimo di acquisto: il prezzo effettivo di acquisto è infatti pari in media al 48,5% del prezzo al pubblico.
ER  -   
