TY  -  JOUR
AU  -  Saporiti, Alessandra
AU  -  Felici, Sara
AU  -  Testi, Arianna
AU  -  Zicarelli, Brunilde
AU  -  Cammilli, Andrea
AU  -  Corona, Tiberio
T1  -  Sorveglianza post-marketing dei Nuovi Anticoagulanti Orali: <BR>un “case report” di emorragia cerebrale associata a rivaroxaban
PY  -  2015
Y1  -  2015-10-01
DO  -  10.1721/2116.22936
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  29
IS  -  4
SP  -  216
EP  -  221
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/2116.22936
N2  -  L’emorragia cerebrale è una sindrome neurologica acuta dovuta alla rottura di un vaso arterioso cerebrale e al conseguente stravaso di sangue nel parenchima cerebrale. Altre cause responsabili di emorragia cerebrale sono: rottura di malformazioni vascolari, tumori cerebrali primitivi o metastatici, trasformazione emorragica di un ictus ischemico, complicanza nell’uso di farmaci anticoagulanti, malattie emorragiche, deposizione di sostanza amiloide a livello dei vasi arteriosi, ematomi secondari a traumi cranici. 1 Gli anticoagulanti sono quindi riportati fra le possibili cause di insorgenza di emorragia cerebrale e rappresentano anche un potenziale fattore di rischio. I Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO) possiedono vari aspetti favorevoli rispetto agli Antagonisti della Vitamina K (AVK), che possono presentare una doppia natura e trasformarsi in un limite per questi farmaci. Negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing è stato dimostrato che gli eventi di sanguinamento maggiore, inclusi eventi fatali, non sono limitati al solo uso degli AVK/Eparine a Basso Peso Molecolare (EBPM), ma sono rischi significativi anche per i i NAO. Riportiamo il caso di una donna deceduta a causa di un’emorragia cerebrale intraparenchimale in seguito ad assunzione di rivaroxaban 15 mg. La diagnosi è stata confermata dalle immagini di Tomografia Computerizzata (TC) cranio-encefalo.
ER  -   
