TY  -  JOUR
AU  -  Gianfredi, Vincenza
AU  -  Monarca, Silvano
AU  -  Peverini, Manola
AU  -  Villarini, Milena
T1  -  Consumi di farmaci e psicofarmaci tra studenti<BR>dell’Università di Perugia. Studio cross-sectional
PY  -  2017
Y1  -  2017-04-01
DO  -  10.1721/2716.27721
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  31
IS  -  2
SP  -  70
EP  -  87
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/2716.27721
N2  -  Introduzione. L’uso irrazionale di farmaci è un tema di grande rilevanza in Sanità Pubblica, a causa della già elevata spesa farmaceutica, ma soprattutto dei potenziali rischi per la salute. Evidenze della letteratura mostrano l’esistenza di 5 gruppi di soggetti a maggior rischio per un uso irrazionale di farmaci: i) i pazienti; ii) giovani adulti; iii) le donne; iv) gli anziani; v) gli stessi operatori sanitari. Secondo i dati di ESPAD-Italia® l’età di inizio del consumo di psicofarmaci è tra i quattordici e i quindici anni, inoltre risultano essere oltre il 52,0% i pazienti che, dopo una prima prescrizione medica, continuano ad assumere tali farmaci senza ulteriori controlli. Scopo della presente lavoro è stato il monitoraggio dei livelli di consumo di farmaci e psicofarmaci e la valutazione delle conoscenze e degli atteggiamenti nei confronti di queste sostanze da parte degli studenti dell’Università di Perugia. Metodi. Il questionario anonimo auto-compilato conteneva 74 domande. Le frequenze relative e assolute sono state calcolate per le variabili qualitative, mentre il Rho di Spearman è stato usato per valutare le differenze tra gruppi, stabilendo un livello di significatività p≤ 0.05. Risultati. Il 75,5% dei soggetti ha dichiarato di consumare farmaci confermando il trend nazionale, che vede le donne come maggiori consumatori. Il 44,0% degli intervistati consuma farmaci su consiglio del medico, e nel 9,5% su consiglio del farmacista. Tuttavia l’8,0% degli intervistati si auto-somministra farmaci e il 7,3% consuma farmaci dietro parere dei familiari. Conclusioni. L’indagine sottolinea la necessità di un maggior impegno da parte degli operatori sanitari (medici e farmacisti) i quali dovrebbero essere maggiormente sensibili verso una consapevole e razionale prescrizione e dispensazione dei farmaci.
ER  -   
