TY  -  JOUR
AU  -  Pisciotta, Antonio
AU  -  Vitale, Francesco
AU  -  Vinai, Elio
AU  -  Bramardi, Andreina
T1  -  Intervento di Antimicrobial Stewardship (AS)<BR>nel reparto di Medicina Interna: analisi di un anno di attività <BR>del team costituito da Infettivologo, Farmacista di reparto <BR>e Microbiologo
PY  -  2017
Y1  -  2017-10-01
DO  -  10.1721/2834.28623
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  31
IS  -  4
SP  -  147
EP  -  156
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/2834.28623
N2  -  La sempre maggiore prevalenza di ceppi microbici multiresistenti (MDR) nella pratica clinica ospedaliera e territoriale è un’emergenza mondiale, aggravata dalla scarsità di nuovi antibiotici che arrivano alla fase clinica e dall’eccessivo uso veterinario. L’Antimicrobial Stewarship (AS) si è affermata come attività utile a migliorare l’uso degli antibiotici e ridurre l’incidenza di ceppi microbici multiresistenti: tale attività può essere declinata in diversi modi, fra i quali l’audit di reparto ha le migliori evidenze di efficacia in ambito ospedaliero, come suggerito dalle principali LG (Linee Guida), in particolare quando attuata attraverso un team costituito da Infettivologo, Farmacista di reparto e Microbiologo che collaborano con i Clinici. Tale attività, strutturata in una fase di osservazione e raccolta dati, una di analisi dell’appropriatezza clinica, seguite dall’audit in reparto, è stata svolta ciclicamente per tre volte nell’arco di un anno, nel reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Savigliano (ASL CN1), osservando l’andamento degli indicatori: inappropriatezza clinica delle terapie antibiotiche, prevalenza di ceppi multirestistenti, DOT/100pz-gg (Day Of Therapy/100pazienti-giorno), €/pz (euro/paziente ricoverato). L’inappropriatezza clinica dei casi osservati si è attestata intorno al 25% su tutti e tre i periodi, senza differenze statisticamente significative (OR=1,84; IC95%=0,54 - 6,18; p=0,32); è cambiata però la tipologia di inappropriatezza fra il periodo A “pre audit” (ottobre - dicembre 2015) ed i periodi B e C “post audit” (gennaio - settembre 2016), presentando questi ultimi “inappropriatezza” dovuta a spettro troppo ampio, associazione di più antibiotici con simile spettro e/o alla mancata de-escalation o mancato switch alla forma orale, piuttosto che ad una insufficiente o errata impostazione delle molecole e dosaggi in relazione alla tipologia del paziente, gravità o sito dell’infezione quando empirica e al ceppo del microrganismo quando mirata. Nel confronto fra il periodo dello studio (ottobre 2015-settembre 2016) ed il corrispondente periodo dell’anno precedente, gli indicatori di processo sono migliorati nettamente, sia in merito alla “pressione antibiotica”, passando da 61,4 a 51,7 DOT/100pz-gg (p<0,041), che in termini di spesa per antibiotici, passando da 39,4 a 17,8 €/pz (p<0,021); questi risultati sono incoraggianti anche se vessati dall’incertezza dovuta alla tipologia di studio (non randomizzato), ed alla mancanza di dati a livello di singolo paziente. Non è stato invece possibile effettuare l’analisi statistica della prevalenza dei principali ceppi microbici multiresistenti nelle emocolture ed urocolture a causa della scarsa numerosità campionaria. In valore assoluto, si è passati dai 63.700 ai 31.800 € di spesa per antibiotici (-50%) e dalle 8.100 alle 7.600 DOT circa di antibiotici somministrati (- 6%), al fronte di un +12% di pazienti ricoverati e +11% in giornate di degenza; la degenza media ha registrato un trend in leggera diminuzione (8,35gg vs 8,24gg). Globalmente quindi, è migliorata la qualità delle prescrizioni, avendo riscontrato inappropriatezza clinica di rilevanza sempre minore nel corso dello studio, ed un netto miglioramento dei principali indicatori di processo, mentre un significativo positivo impatto sulle resistenze microbiche di reparto era difficilmente ottenibile a causa del breve periodo di osservazione.
ER  -   
