TY  -  JOUR
AU  -  Redavid, Giandomenico
AU  -  collaborazione di Maria Ernestina Faggiano, con la
T1  -  Inibitori di pompa protonica:<BR>interazioni e tossicità, un annoso problema
PY  -  2018
Y1  -  2018-01-01
DO  -  10.1721/2930.29463
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  32
IS  -  1
SP  -  35
EP  -  95
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/2930.29463
N2  -  Gli inibitori di pompa protonica (PPI) rappresentano una delle classi di farmaci più prescritte in tutto il mondo e il loro utilizzo è in aumento, in particolare per trattamenti a lungo termine, venendo spesso prescritti e utilizzati in maniera eccessiva ed inappropriata. Negli ultimi anni sono stati sollevati dubbi su possibili rischi legati ad un loro utilizzo prolungato. L’obbiettivo di questo articolo è effettuare una revisione sistematica della letteratura degli ultimi 10 anni riguardante la sicurezza a breve e lungo termine dei PPI. Per i pazienti con malattie cardiovascolari che assumono tienopiridine è consigliabile valutare opportunamente i rischi gastrointestinali e cardiovascolari, data l’assenza di prove definitive circa l’impatto clinico dell’interazione dei PPI con questi farmaci. Solo se il rischio gastrointestinale è moderato o elevato, allora dovrebbe essere considerata la profilassi con PPI. Oltre che con clopidogrel e derivati, i PPI interagiscono, mediante meccanismi diversi, con farmaci per la tiroide, chemioterapici (es. metotrexate), antimicotici, antiretrovirali, immunosoppressori, digossina e diazepam. Sembra che i PPI riducano significativamente i livelli di ferro, vitamina B12 e magnesio, per cui i livelli di questi micronutrienti dovrebbero essere monitorati più frequentemente nei pazienti in trattamento long-term con PPI, specialmente se essi assumono altri farmaci o hanno altre comorbidità o fattori di rischio. L’uso di PPI è associato ad un elevato rischio di fratture ossee, sebbene un nesso di causalità non possa essere stabilito. Èstato riscontrato un legame tra PPI e infezioni da Clostridium difficile e polmonite. Infine, i PPI sono associati con un’aumentata incidenza di tumori gastro-intestinali, di problemi neurologici (demenza e depressione) e di reazioni avverse muscolari (rabdomiolisi).
ER  -   
