TY  -  JOUR
AU  -  Lecis, Marco
AU  -  Viglione, Elena
AU  -  Strobino, Stefania
AU  -  Ceravolo, Grazia
AU  -  Martinengo, Sabrina
AU  -  Rosa, Annamaria
AU  -  Tolu, Gabriella
AU  -  Osenga, Simona
AU  -  Alloi, Carla
AU  -  Novello, Silvia
AU  -  Medail, Maurizio
T1  -  Effectiveness nel trattamento dell’ipercolesterolemia<br>con inibitori di PCSK-9
PY  -  2019
Y1  -  2019-01-01
DO  -  10.1721/3124.31052
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  33
IS  -  1
SP  -  20
EP  -  28
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/06/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/3124.31052
N2  -  Introduzione. La terapia farmacologica dell’ipercolesterolemia mira alla riduzione della concentrazione di lipoproteine a bassa densità (LDL) circolanti. Per i pazienti che non riescono a raggiungere i target desiderati sono state vagliate strategie terapeutiche alternative. La più studiata consta di anticorpi monoclonali che si legano selettivamente e irreversibilmente alla proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9) circolante per impedirne il legame al complesso LDL-R (recettore LDL)/LDL sulla superficie degli epatociti, evitando così la degradazione di LDL-R mediata da PCSK9. L’aumento dei livelli epatici di LDL-R determina la riduzione del colesterolo LDL sierico. Questo lavoro ha l’intento di definire l’ effectiveness del trattamento con alirocumab ed evolocumab attraverso la valutazione dell’andamento del quadro lipidico dei pazienti nel corso della terapia. Inoltre, un secondo obiettivo è la valutazione del rischio cardiovascolare a 10 anni secondo l’algoritmo contenuto nel Framingham Heart Study. Materiali e metodi. Il periodo esaminato è quello compreso tra maggio 2017 e settembre 2018. Sono stati valutati i dati dei residenti nell’ASL TO3 con una prescrizione di alirocumab o evolocumab che hanno avuto almeno una rivalutazione periodica (a cadenza semestrale). I dati sono stati estratti dai registri web AIFA ed elaborati tramite Microsoft Access®, considerando età, sesso, abitudine al fumo, presenza di diabete, ipertensione. Nello stesso modo, sono stati calcolati i rapporti lipidici, i fattori e la percentuale di rischio cardiovascolare a 10 anni usando un applicativo on line presente sulla piattaforma MSD manuals® basato sull’algoritmo del Framingham Heart Study. Risultati. L’età media è di 63 anni ed il sesso maschile è campionato al 68%. Circa il 60% dei pazienti esaminato soffre di ipertensione arteriosa e il 22% ha il diabete mellito. Il 42% dei pazienti in terapia con alirocumab e il 56% di quelli in cura con evolocumab assumono in concomitanza statine. L’intolleranza a questa classe di farmaci si riscontra nel 52% (dei trattati con alirocumab) e 47% (dei trattati con evolocumab). L’aderenza alla terapia è stata massima. Le concentrazioni di LDL e dei trigliceridi hanno subito una flessione, mentre i valori di HDL sono rimasti costanti nel periodo in esame. I rapporti lipidici esaminati risultano diminuiti dalla prima alle altre misurazioni. Il rischio percentuale di andare incontro ad un evento cardiovascolare a 10 anni si riduce da circa 35% al 15% in 6 mesi e si mantiene stabile a 12 mesi. Conclusioni. I risultati ottenuti dimostrano l’efficacia dei due farmaci nella riduzione dei livelli di colesterolo LDL; essi rappresentano una valida alternativa di trattamento per i pazienti soggetti a fallimento terapeutico. Tuttavia, si ritiene che questi farmaci innovativi con un costo ancora elevato, debbano essere impiegati miratamente in pazienti che non hanno ottenuto il controllo del bilancio lipidico con le terapie farmacologiche convenzionali.
ER  -   
