TY  -  JOUR
AU  -  Muzzoni, Massimo
AU  -  Becciu, Antonella Maria Francesca
T1  -  Analisi dell’appropriatezza d’uso del farmaco Disulfiram adoperato per il trattamento della disassuefazione dall’etilismo cronico
PY  -  2021
Y1  -  2021-01-01
DO  -  10.1721/3583.35676
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  35
IS  -  1
SP  -  15
EP  -  21
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/10/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/3583.35676
N2  -  Introduzione. L’alcolismo cronico è una patologia caratterizzata dalla incapacità di astenersi dal consumare alcolici. I danni provocati dall’abuso di alcol riguardano l’aspetto fisico (compromissione epatica, depressione del Sistema Nervoso Centrale), la sfera psicologica e quella socio-relazionale. La terapia necessaria per affrontare l’alcolismo è una terapia multidisciplinare, comprendente il sostegno psicologico, clinico e farmacologico. Tra le terapie farmacologiche vi è l’utilizzo del Disulfiram, un inibitore dell’aldeide deidrogenasi. Esso esplica la sua azione incrementando, in seguito all’assunzione di alcol, le concentrazioni di acetaldeide e provocando così una sensazione spiacevole (tachicardia, ipotensione, ecc.) denominata reazione alcol-disulfiram. Il trattamento, come indicato nella scheda tecnica del medicinale (RCP) dovrebbe durare alcuni mesi, ma non superare i 5. Lo scopo del principale del lavoro è quello di valutare l’appropriatezza d’uso del farmaco Disulfiram nei pazienti affetti da etilismo cronico, ponendo il focus su quanti pazienti proseguono la terapia dopo il quinto mese. Ulteriore scopo del lavoro è valutare se alcune variabili (età, sesso, medico prescrittore e l’aver ricevuto le prescrizioni da un singolo medico o da più medici) esercitano un’influenza sulla durata della terapia. Metodi. Questo studio retrospettivo si basa su una coorte di pazienti naïve per il Disulfiram, che hanno iniziato il trattamento nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 maggio 2018. Questi pazienti sono stati seguiti fino al 31 maggio 2019. Il rispetto della durata della terapia è stato osservando andando a calcolare per ciascun paziente la persistenza al trattamento, mediante l’analisi di Kaplan-Meier, usando il gap di 90 giorni come parametro. Risultati. Il campione oggetto dello studio è costituito da 242 pazienti, aventi un’età media di 50 anni (±12) e il 76% di essi appartiene al genere maschile. La durata media della terapia ammonta a 176 giorni e il numero medio di confezioni ritirate per paziente è 6. Il 36% dei pazienti ha proseguito la terapia oltre il quinto mese. A distanza da un anno dalla data index, invece, prosegue la terapia il 17,36% dei pazienti, mentre a due anni dall’inizio dell’osservazione prosegue il trattamento l’8% dei pazienti. L’analisi delle variabili potenzialmente correlate alla durata della terapia mostra che i pazienti che hanno ricevuto le prescrizioni da più di un medico (anziché da uno singolo) durante il periodo di follow-up avevano più possibilità di proseguire la terapia oltre il quinto mese (HR: 3,779). Conclusioni. Nella coorte di pazienti esaminati, il mancato rispetto della durata massima consentita di terapia con il farmaco Disulfiram appare un atteggiamento diffuso (riguardante il 36% del campione osservato). È dunque possibile affermare che il farmaco viene utilizzato in maniera non appropriata, poiché viene meno il rispetto delle indicazioni presenti nella scheda tecnica del medicinale. Questo utilizzo scorretto fa venir meno la sua efficacia e pone la salute degli utilizzatori a rischio, non essendo documentato il suo utilizzo a lungo termine.
ER  -   
