TY  -  JOUR
AU  -  Gentile, Valeria
AU  -  Di Bella, Maria Cristina
AU  -  Cippone, Alessandra
AU  -  Cherchi, Sabrina
AU  -  Palantone, Sara
AU  -  Scalone, Luca
AU  -  Faggiano, Maria Ernestina
T1  -  Disinfettanti nella pandemia da SARS-CoV-2:<br> tossicità intrinseca e da fake news
PY  -  2021
Y1  -  2021-04-01
DO  -  10.1721/3628.36095
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  35
IS  -  2
SP  -  71
EP  -  80
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/06/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/3628.36095
N2  -  Introduzione. Nella prevenzione dell’infezione da sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (COVID-19) l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) raccomandano l’uso di disinfettanti quali perossido di idrogeno al 3%, soluzioni idroalcoliche al 70% e ipoclorito allo 0,1% sottolineando come la pratica di disinfezione delle mani sia fondamentale nella prevenzione contro il virus. Il farmacista assume un ruolo fondamentale nella comunicazione corretta ed efficace di informazioni basate sulle evidenze scientifiche e dispensazione di tali presidi preventivo. Obiettivo del lavoro è evidenziare i rischi connessi alla tossicità dei tre prodotti per l’inappropriatezza d’uso dovuta a timore di contrarre l’infezione, disinformazione o cattiva informazione così da chiarire i dubbi generati da fake news, ottimizzarne l’impiego e diffondere informazioni basate sull’evidenza scientifica per evitare rischi chimico-clinici ad operatori sanitari, ai pazienti e agli utilizzatori in generale. Materiali e metodi. Revisione della letteratura nazionale ed internazionale su database (Pubmed, Google Schoolar, Micromedex) e ricerche sui siti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, con parole chiave: “hand sanitizers”, “disinfection”, “COVID-19”, “toxicity”, “methanol”, considerando case reports, revisioni sistematiche e articoli pubblicati nel 2020 su testate giornalistiche e riviste specializzate. Risultati. L’esasperata necessità di intensificare pratiche di antisepsi delle mani ha fatto registrare un vertiginoso incremento delle vendite, soprattutto, di antisettici per le mani a base di alcol con conseguente sovraesposizione a tali presidi ed incremento di segnalazioni da parte dei Centri antiveleni per incidenti associati al loro impiego. Essi sono stati provocati anche da prodotti di scarsa qualità e non autorizzati dal Ministero della Salute. Alcuni case reports riportano tossicità gastrointestinale ed oculare da soluzioni alcoliche per ingestione accidentale di gel disinfettanti per le mani e per assunzione volontaria e consapevole di alcool in modo da prevenire l’infezione da COVID-19. Per il perossido di idrogeno non si sono verificate reazioni acute da iper-utilizzo. Sulla tossicità acuta da ipoclorito di sodio è stato segnalato un caso dal Centro Antiveleni Statunitense, relativo ad una donna che ha manifestato dispnea accompagnata da lieve ipossiemia dopo aver sciacquato gli alimenti con soluzione di ipoclorito al 10%, aceto e acqua calda e averne inalato i vapori sprigionati nell’aria. Conclusioni. Emerge che l’iperutilizzo di disinfettanti, alimentato da disinformazione, fake news ed uso prolungato, abbia incrementato il rischio di tossicità per due dei disinfettanti consigliati. Nella complessità del momento, sarebbe auspicabile incentivare le segnalazioni di reazioni avverse e l’attività di informazione verso il cittadino. I farmacisti devono assolvere tale attività per competenza sia all’interno di commissioni, come quella del controllo delle infezioni ospedaliere sia nella stesura di capitolati di gara sia nei confronti dei pazienti e di altro personale sanitario recuperando la comunicazione etica in tema di salute come può essere nel caso dell’argomento trattato.
ER  -   
