TY  -  JOUR
AU  -  Limardi, Salvatore
AU  -  Summaria, Emanuela
AU  -  Spadafora, Francesco
AU  -  Miceli, Carla
AU  -  Scura, Renata
AU  -  Zagarese, Monica
T1  -  Inibitori PCSK9: dati real life di efficacia clinica in termini di riduzione<br>del C-LDL
PY  -  2022
Y1  -  2022-07-01
DO  -  10.1721/3887.38696
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  36
IS  -  3
SP  -  60
EP  -  79
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/3887.38696
N2  -  Introduzione. Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la principale causa di morte in Europa e negli Stati Uniti. Molteplici studi hanno dimostrato come esista una correlazione diretta tra i livelli di C-LDL e lo sviluppo di CVD. La scoperta della Proproteina Convertasi Subtilisina/Kexina tipo 9 (PCSK9) ha aperto nuove strade nella terapia dell’ipercolesterolemie; ad oggi, due anticorpi monoclonali anti-PCSK9 (PCSK9i), Alirocumab ed Evolocumab, sono impiegati nel trattamento di questa patologia. Il presente lavoro ha l’obiettivo di valutare l’efficacia clinica degli PCSK9i, in una popolazione di riferimento, in termini di riduzione dei livelli di C-LDL e di come alcuni fattori possano influenzarne il valore. Materiali e metodi. Il periodo temporale preso in esame dallo studio va dall’attivazione del monitoraggio AIFA (07/03/2017 per Alirocumab e 08/02/2017 per Evolocumab) fino al 15/03/2022. Sono stati valutati i dati dei pazienti presi in carico dalla Farmacia Distrettuale con Rivalutazione ≥1. I dati che caratterizzano la popolazione in trattamento con i due PCSK9i (età media, sesso, tipologia di dislipidemia, fattori di rischio, livelli lipidici al basale) ed i dati clinici (parametri lipidici e le relative variazioni percentuali a 24 e a 72 settimane) sono stati estratti dai registri AIFA ed elaborati ed elaborati tramite Microsoft Excel. Risultati. I pazienti selezionati per l’analisi sono stati 182, di cui 77 con Alirocumab e 105 con Evolocumab. Sono stati dunque valorizzati i parametri lipidici e le relative variazioni percentuali sia dopo 24 settimane (con Alirocumab: -58,77% del C-LDL, + 10,48% del C-HDL, -19,85% dei Trigliceridi; con Evolocumab: -60,53% del C-LDL, +7,11% del C-HDL, -20,27% dei Trigliceridi) e sia dopo 72 settimane di trattamento (con Alirocumab: C-LDL medio di 70,94 mg/dL, corrispondente a -59,42%; con Evolocumab: C-LDL medio di 71,02 mg/dL, corrispondente a -61,04%). Conclusioni. Il presente studio in real-life conferma l’efficacia di queste nuove terapie ipolipidemizzanti. Ottenere dati di efficacia concordanti con quelli evidenziati durante la sperimentazione clinica è un risultato molto incoraggiante, che oltre ad offrire ai clinici garanzie di efficacia e sicurezza offre alternative terapeutiche caratterizzate da valori terapeutici aggiuntivi alle terapie disponibili. Oggigiorno, il Farmacista Ospedaliero può giocare un ruolo chiave nella raccolta e nell’analisi dei dati di Real World di cui dispone quotidianamente, dato che l’Evidence Based Pharmacy (EBP) consente di individuare le migliori evidenze disponibili in termini di prove di efficacia, permettendo di orientare le prescrizioni mediche in modo da garantire le scelte migliori per il paziente, anche in un’ottica di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e di equità di accesso alle cure.
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