TY  -  JOUR
AU  -  D’Avino, Antonio
AU  -  Esposito, Fabio
AU  -  Restaino, Martina
AU  -  Guida, Licia
AU  -  Marotta, Valerio
T1  -  Analisi delle segnalazioni degli eventi avversi causati dagli inibitori del checkpoint immunitario in Italia negli anni 2020-2021
PY  -  2023
Y1  -  2023-04-01
DO  -  10.1721/4049.40308
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  37
IS  -  2
SP  -  79
EP  -  88
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/4049.40308
N2  -  Introduzione. Lo sviluppo di inibitori del checkpoint immunitario (ICI) rappresenta una nuova era nel trattamento del cancro, consentendo la possibilità di sopravvivenza a lungo termine nei pazienti con malattia metastatica e fornendo nuove indicazioni terapeutiche negli stadi precoci della malattia. Tuttavia, sebbene il meccanismo delle tossicità da ICI non sia ancora del tutto chiarito, l’inibizione dei checkpoint immunitari riduce la tolleranza immunitaria agli autoantigeni con conseguente sviluppo della tossicità autoimmune potenzialmente a carico di qualsiasi organo. Mentre la maggior parte degli eventi avversi immuno-correlati (irAE) è gestibile con la sospensione temporanea dell’ICI e con l’ausilio di farmaci immunosoppressori, la tossicità cardiovascolare può essere associata a morbilità e mortalità significative. L’obiettivo di questo lavoro è valutare l’incidenza delle segnalazioni di reazioni avverse degli ICI a carico del sistema immunitario e a carico del sistema cardiaco. Materiali e metodi. In questa analisi sono stati confrontati gli eventi avversi causati dagli inibitori del checkpoint immunitario anti-PD-1 e anti-PD-L1, considerando le tossicità a carico del sistema immunitario e del cuore, relativamente agli anni 2020-2021. I dati sono stati estratti dalla rete nazionale di farmacovigilanza e analizzati mediante i metodi del Proportional Reporting Ratio (PRR) e del Reporting Odds Ratio (ROR). Il PRR considera la proporzione delle segnalazioni di una specifica reazione avversa rispetto a tutte le segnalazioni riscontrate, mentre il ROR calcola il rapporto tra la probabilità di insorgenza di un evento e la probabilità di insorgenza dello stesso in un diverso gruppo di soggetti non esposti al farmaco in studio. Risultati. In termini di immunotossicità e cardiotossicità, gli anti-PD-L1 presentano un PRR maggiore (PRR= 2,1 e PRR= 1,3 rispettivamente per immunotossicità e cardiotossicità) rispetto agli anti-PD-1 (PRR= 0,8 e PRR= 0,95 rispettivamente per immunotossicità e cardiotossicità). In quanto alle ADR gravi, invece, gli inibitori anti-PD-L1 hanno valori di PRR più bassi (PRR= 0,98) rispetto agli anti- PD-1 (PRR= 1). Conclusioni. Questi farmaci, pur presentando un profilo di sicurezza migliore rispetto ai farmaci chemioterapici classici, richiedono un attento monitoraggio che rende necessaria una sensibilizzazione alla segnalazione di qualsiasi reazione avversa riscontrata, per migliorarne la gestione clinica e garantire la sicurezza dei pazienti trattati.
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