TY  -  JOUR
AU  -  Feola, Mariateresa
AU  -  Casciotta, Antonio
AU  -  Calcagno, Carolina
AU  -  Iovine, Luigi
AU  -  Di Gennaro, Daniela
AU  -  Di Iorio, Annabella
AU  -  Bianco, Dario
AU  -  Fusco, Giovanni Maria
AU  -  Sorrentino, Ippolita
T1  -  Analisi delle prescrizioni di farmaci antivirali ad azione diretta in pazienti affetti da epatite C cronica in un’azienda sanitalia locale
PY  -  2023
Y1  -  2023-07-01
DO  -  10.1721/4105.41023
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  37
IS  -  3
SP  -  113
EP  -  121
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/4105.41023
N2  -  Introduzione. Il virus dell’epatite C è un virus a RNA, trasmissibile all’uomo attraverso diverse vie: scambio di aghi infetti; esposizione a pratiche sanitarie non sicure; trasmissione verticale madre-figlio al momento del parto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che potenzialmente nel 2030 le epatiti virali dovranno diminuire notevolmente, attraverso delle campagne di screening che consentiranno di far emergere tutte le infezioni latenti. L’obiettivo dello studio è l’analisi di farmacoutilizzazione dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAAs) e la valutazione dell’efficacia attraverso la risposta virologica sostenuta (SVR). Materiali e metodi. Sono stati analizzati i dati delle prescrizioni delle terapie DAAs estrapolati dai registri dell’Agenzia Italiana del Farmaco, nel periodo 2019-2022. Sono stati raccolti i dati di prescrizione e analizzati i seguenti indicatori: percentuale di trattamenti per anno, età, criteri di eleggibilità dei pazienti (dal criterio 1 al criterio 12), sesso, percentuale di pazienti che si sono re-infettati e la risposta alla fine del trattamento. I dati sono stati raccolti in un database e analizzati anno per anno. Risultati. Dall’analisi si osserva che complessivamente sono stati trattati 499 pazienti: 21,0% (n=105) dei trattamenti nel 2019, 37,4% (n=186) nel 2020, 16,0% (n=79) nel 2021 e 25,6% (n=129) nel 2022. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: naïve (paziente che non è mai stato trattato con terapia farmacologica) e relapser (ha avuto una recidiva dopo una risposta efficace a precedente trattamento). Nel periodo di osservazione risulta che il 97,4% (n=486) rappresenta i pazienti naïve e il 2,6% (n=13) rappresenta i pazienti relapser. Al termine del trattamento per il 95,0% di tutti i pazienti trattati si osserva una SVR e questo conferma l’elevata efficacia della terapia. Conclusioni. La terapia con DAAs offre degli enormi vantaggi sia in termini di durata del trattamento (8 o 12 settimane) sia per un aumento della compliance del paziente dato che la terapia con DAAs è per via orale. Affinchè il paziente possa seguire un corretto approccio alla terapia, è importante instaurare un clima di fiducia e informazione costante tra gli operatori sanitari e il paziente sia nella fase di diagnosi della malattia che nella fase di prescrizione del farmaco.
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