TY  -  JOUR
AU  -  Falzon, Andrea
AU  -  Del Pace, Gemma
AU  -  Di Geronimo, Valeria
AU  -  Pedicelli, Maria Letizia
AU  -  Lauro, Erminia
AU  -  Muto, Fedora
AU  -  Frazzetto, Angela Maria Elena
AU  -  Cantillo, Enrica
AU  -  Silvestro, Elena
AU  -  Izzi, Chiara
AU  -  Abate, Davide Natale
AU  -  Torquati, Giancarlo
AU  -  Bianco, Ciro
AU  -  Oriolo, Carmela
AU  -  Chiaramonte, Carlo
AU  -  Celeste, Maria Grazia
T1  -  Analisi della corretta auto-somministrazione sottocutanea dei farmaci biologici in area dermatologica, gastroenterologica, metabolica e reumatologica
PY  -  2024
Y1  -  2024-10-01
DO  -  10.1721/4417.44131
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  38
IS  -  4
SP  -  113
EP  -  123
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1721/4417.44131
N2  -  Introduzione. Le terapie biologiche hanno migliorato sensibilmente la qualità della vita dei pazienti. Si tratta di specialità medicinali spesso formulate in siringhe o penne preriempite. In questi casi il paziente e/o il caregiver devono essere istruiti sulla tecnica di iniezione e di conservazione. Un errore può infatti portare dalla non corretta somministrazione fino a un possibile peggioramento della malattia. L’obiettivo è quello di mappare i livelli di competenza e le relative aree di criticità riscontrate nell’atto dell’autosomministrazione. Materiali e metodi. Ai pazienti eleggibili che hanno firmato il consenso informato è stato presentato un questionario di 14 domande al momento dell’erogazione del farmaco. Dal personale farmacista della struttura sono state raccolte ulteriori informazioni del paziente, informatizzate e quindi analizzate in formato anonimo. L’indagine si è svolta in 7 mesi, dal 07/07/2023 al 07/02/2024. È stata quindi condotta un’analisi statistica per verificare significatività ed eventuale correlazione tra i dati raccolti. Risultati. I risultati hanno dimostrato che dei 109 pazienti arruolati, 27 (25%) hanno dichiarato di aver avuto difficoltà nella somministrazione. In 16 (59%) casi di difficoltà, questa si è tradotta in un’errata somministrazione. Solo 7 (47%) dei pazienti con errata somministrazione hanno riconsegnato il dispositivo in farmacia ospedaliera, comunicando l’accaduto a medico e farmacista. Solo 3 (10%) dei pazienti che hanno chiesto supporto nella somministrazione si sono rivolti al farmacista. Conclusioni. La presente indagine evidenzia quanto ampio sia il margine di intervento del farmacista ospedaliero al momento dell’erogazione delle terapie biologiche sottocute. Tra gli intervistati che si definiscono “esperti”, molti ignorano aspetti importanti della corretta gestione della somministrazione. Interventi di vera presa in carico del paziente da parte del farmacista ospedaliero potrebbero avere importanti benefici anche sull’aderenza alla terapia, favorendo quindi il raggiungimento dell’outcome atteso per il trattamento.
ER  -   
