TY  -  JOUR
AU  -  Castronovo, Marta
AU  -  Amari, Paolo
AU  -  Marrone, Patrizia
T1  -  Farmaci oncologici a uso off-label: survey nelle UFA della Regione Sicilia
PY  -  2026
Y1  -  2026-01-01
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  40
IS  -  1
SP  -  39
EP  -  48
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/04/27
N2  -  Introduzione. I pazienti affetti da forme gravi di tumore hanno bisogno di accedere in tempi brevi alle nuove terapie, soprattutto quando rappresentano l’unica possibilità di cura. Spesso in oncologia si ricorre ai farmaci “off-label”, ossia farmaci utilizzati al di fuori delle indicazioni d’uso autorizzate. Lo scopo principale dello studio è valutare il processo normativo e autorizzativo relativo all’impiego dei farmaci off-label in oncologia e analizzarne l’impatto organizzativo e assistenziale nella pratica clinica all’interno delle singole strutture sanitarie siciliane. Materiali e metodi. È stato somministrato un questionario online, composto da 20 domande, sviluppato da un gruppo di lavoro di farmacisti ospedalieri e rivolto ai responsabili delle Unità Farmaci Antiblastici (UFA) della Regione Sicilia, disponibile da luglio a settembre 2025. Risultati. Sono pervenute 17/21 risposte, solo 3 centri (18%) su 17 (82%) non utilizzano farmaci off-label. Le Unità Operative che prescrivono maggiormente farmaci off-label sono oncologia (42%) e oncoematologia (25%). Il percorso autorizzativo, per il 100%, segue la normativa vigente e il 79% delle strutture adotta una procedura aziendale. Il Comitato Etico viene coinvolto solo per il 22%. Per l’autorizzazione sono necessari da 3 a 5 giorni (gg) (43%). Il principale motivo per cui viene richiesto l’uso off-label è la diversa indicazione terapeutica (67%), che riguarda principalmente i tumori del sangue adulti (18%) e i tumori solidi. Le richieste vengono autorizzate per 3-6 mesi/cicli di trattamento (36%). Solo il 50% dei farmacisti adotta un sistema informatico per monitorare le prescrizioni. Nel 72% dei casi il farmacista non riceve dal medico un periodico monitoraggio e le reazioni avverse vengono segnalate solo nel 57% delle strutture. Il 100% dei farmacisti dichiara l’utilità di condividere procedure e protocolli chemioterapici off-label utilizzati. Tra le proposte evidenziate, emerge quella di istituire una piattaforma informatizzata condivisa a livello Regionale. Conclusioni. Il lavoro ha evidenziato una buona partecipazione tra i farmacisti ospedalieri coinvolti nella gestione dei farmaci off-label e un’uniformità, a livello regionale, delle procedure messe in atto per la richiesta e l’autorizzazione. Risulta necessario implementare sistemi informatizzati per la gestione delle richieste, rendere più rapide le procedure autorizzative e produrre maggiore consapevolezza tra le figure coinvolte.
ER  -   
