TY  -  JOUR
AU  -  Lacerenza, Leonardo Gianluca
AU  -  Falcone, Emilia
AU  -  Bindi, Michele
AU  -  Sparasci, Miriam Rita
AU  -  Pastina, Ilaria
AU  -  Belardi, Paola
AU  -  Prisco, Tarquinio
AU  -  Bocci, Stefania
AU  -  Marchetti, Giulia
AU  -  Petrucci, Elisa
AU  -  Leccardi, Carlo Alberto
AU  -  Nucciotti, Roberto
AU  -  Meini, Barbara
T1  -  Gestione del rischio clinico e Patient Education nel trattamento endovescicale del tumore uroteliale: applicazione del modello Lean a un nuovo percorso aziendale
PY  -  2026
Y1  -  2926-04-01
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  40
IS  -  2
SP  -  81
EP  -  88
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/07/10
N2  -  Introduzione. Il trattamento adiuvante del carcinoma vescicale non muscolo-invasivo (NMIBC) tramite instillazioni di Bacillo di Calmette-Guérin (BCG) e mitomicina richiede elevati standard di sicurezza e aderenza terapeutica. Il lavoro si propone di valutare l’efficacia di un nuovo percorso aziendale volto a decentralizzare le cure e migliorare la gestione del rischio clinico e l’informazione al paziente. Materiali e metodi. È stata applicata la metodologia Failure Mode and Effects Analysis (FMEA) per identificare i nodi critici del processo, dalla programmazione alla gestione domiciliare. Il nuovo modello ha previsto l’utilizzo di sistemi a circuito chiuso per l’allestimento farmacologico e la produzione di materiale informativo standardizzato (Patient Education). Sono stati estratti da database amministrativi, nel range temporale compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 30 settembre 2025, i dati di consumo relativo al numero di allestimenti per BGC e mitomicina in forma aggregata e suddivisi per stabilimento ospedaliero con e senza Unità Farmaci antiblastici (UFA). Risultati. Nel periodo analizzato sono stati registrati 2.916 allestimenti. Il 25% (n=716) è stato eseguito presso strutture prive di UFA, superando il cut-off di riferimento del 20% stabilito dal gruppo di lavoro. L’analisi FMEA ha evidenziato una riduzione dell’Indice di Priorità del Rischio (IPR) grazie alla standardizzazione informativa, che ha migliorato la rilevabilità delle complicanze e ridotto l’occorrenza di errori gestionali domestici (es. corretta ritenzione e disinfezione dei reflui). Conclusioni. Il nuovo percorso ha garantito una maggiore prossimità delle cure senza compromettere la sicurezza. L’integrazione tra tecnologie a circuito chiuso e Patient Education strutturata si è dimostrata efficace nel mitigare i rischi biologici e nel potenziare l’aderenza al trattamento, rendendo il modello esportabile in contesti sanitari complessi.
ER  -   
