TY  -  JOUR
AU  -  Consiglio, Antonio
AU  -  Crapolicchio, Claudia
AU  -  Giorgio, Riccarda
AU  -  Mingolla, Grazia
T1  -  Ruolo del propranololo nel trattamento dell’iperattività simpatica parossistica: analisi critica della letteratura scientifica attualmente disponibile
PY  -  2026
Y1  -  2026-07-01
JO  -  Giornale Italiano di Farmacia Clinica
JA  -  GIFAC
VL  -  40
IS  -  3
SP  -  179
EP  -  192
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1120-3749
Y2  -  2026/10/15
N2  -  Introduzione. L’iperattività simpatica parossistica (Paroxysmal Sympathetic Hyperactivity - PSH) rappresenta una complicanza delle malattie cerebrali acute diffuse o multifocali, riscontrabile più frequentemente nei pazienti giovani in stato comatoso con gravi lesioni cerebrali traumatiche. Tra i vari farmaci utilizzati, il propranololo, β-bloccante non selettivo, è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica. Tali proprietà ne supportano il razionale d’impiego nella PSH. In Italia, tuttavia, questo farmaco risulta autorizzato, a oggi, per un’ampia casistica di condizioni cliniche, ma non per il trattamento del presente quadro patologico. Il presente lavoro si propone di analizzare criticamente le evidenze scientifiche disponibili sull’impiego del propranololo nel trattamento della PSH, con particolare riferimento ai parametri di efficacia, sicurezza, modalità d’impiego e qualità delle evidenze disponibili. Materiali e metodi. È stata condotta una revisione critica della letteratura scientifica attraverso la funzione di ricerca avanzata di PubMed, mediante impostazione di tre successive query e inclusione di tutte le tipologie di studi rilevati. Alcuni studi sono stati esclusi in quanto privi di un focus specifico sull’impiego del farmaco nel trattamento della sintomatologia da PSH. Risultati. Sono stati individuati e valutati in totale 28 articoli scientifici. Nello specifico, trattasi di: 12 reviews di letteratura, tra cui una revisione narrativa breve (short narrative review), una revisione epidemiologica e due scoping reviews; 7 case report, di cui 2 con revisione della letteratura; 1 RCT di fase II; 1 revisione sistematica della letteratura; 2 RCT prospettici; 3 studi retrospettivi osservazionali di coorte. Sono stati esclusi 8 studi dall’analisi. Conclusioni. Le evidenze disponibili suggeriscono che il propranololo possa contribuire al controllo dei parossismi simpatici, con riduzione di tachicardia, ipertensione, ipertermia e agitazione motoria, e con possibili ricadute favorevoli sulla stabilizzazione clinica, sulla necessità di sedazione e sulla durata della degenza. Nonostante il corpus di evidenze sia in progressiva crescita, sono necessarie ulteriori evidenze scientifiche, supportate da studi clinici di maggiore ampiezza e robustezza metodologica, per poter sostenere, in un futuro prossimo, una richiesta di inserimento del farmaco nelle liste della Legge 648/96 per la specifica condizione clinica ivi approfondita.
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