La chiave del successo

The key to success

Barbara Meini

Caporedattore e Coordinatore Editoria SIFO.

Diversi sono gli editoriali che hanno trattato le varie aree di competenza e responsabilità del farmacista ospedaliero e dei servizi farmaceutici territoriali.

Nel delineare il processo di trasformazione della professione di fronte alle varie sfide poste dalla crescente domanda di salute della popolazione, dall’innovazione e dalla disponibilità di risorse gestionali ed economiche non proporzionalmente disponibili, abbiamo sempre guardato oltre l’orizzonte con una nuova proiezione verso il futuro, in linea con i documenti programmatici della Società.

Lo stato di fatto è che da anni ormai il ruolo dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali è evoluto da una funzione prevalentemente logistica e di gestione del bene farmaceutico a una figura paziente-centrica e multidisciplinare.

Il farmacista è sempre più coinvolto in attività che hanno un impatto diretto sull’efficacia e sulla sicurezza delle cure (galenica tradizionale e oncologica, farmaco e dispositivo-vigilanza, sperimentazione clinica, aderenza terapeutica), oltre che sulla sostenibilità del sistema sanitario (monitoraggi, programmazione, budgeting, farmacoeconomia, HTA).

Mentre per alcuni ambiti vi è una chiara definizione di funzioni e responsabilità (farmaco e dispositivo-vigilanza, sperimentazione clinica) nella normativa, in altri questa ancora manca, anche se riconosciuta a livello di best practice professionale e scientifica da più stakeholder.

Ad esempio, la piena integrazione nel team di cura, per la verifica dell’appropriatezza prescrittiva, gestione dei piani terapeutici complessi e monitoraggio degli effetti collaterali e della sicurezza del paziente, risulta disomogenea sul territorio nazionale e sempre dipendente da Direzioni più o meno “illuminate”.

Con la presentazione del Disegno di Legge (DDL) 1605 lo scorso novembre in Senato, che ha l’obiettivo specifico di riordinare l’assistenza farmaceutica del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sembra giunto anche in Italia l’atteso riconoscimento istituzionale e normativo della figura del Farmacista Clinico, allineando il ruolo a quanto già consolidato in molti Paesi europei ed extra-europei (dove il concetto di Clinical Pharmacist è maturo).

Sostanzialmente il riconoscimento giuridico non solo oggettivizza quanto svolto in questi anni e sostenuto dalla Società, ma presenta alle varie comunità professionali della sanità, alle istituzioni, ai cittadini un vero e proprio consulente clinico sul farmaco e il dispositivo medico.

Il futuro della sostenibilità del SSN è indissolubilmente legato alla capacità dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali di operare in un contesto di collaborazione interprofessionale e multidisciplinare. La competenza unica sul farmaco e sui dispositivi medici, unita a una visione olistica del sistema, ci rende professionisti essenziali per garantire l’appropriatezza terapeutica, migliorare gli outcome clinici per i pazienti, contribuire alla gestione efficiente delle risorse sanitarie.